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La poetica di Mariani, artista del mondo Kdope, che ha avviato una collaborazione continuativa con UMM Red, si fonda su un'estetica della tensione tra caos e struttura. Suoni destrutturati, rumori bianchi, distorsioni e campionamenti della realtà quotidiana vengono costretti dentro architetture ritmiche rigorose, dove la cassa dritta fa da ancora e l'imprevedibilità della musica sperimentale irrompe dall'alto.
Un'immagine ricorrente nel suo universo sonoro: una marcia metallica in una fabbrica abbandonata, dove i macchinari cominciano a suonare una melodia aliena. A definire il perimetro delle sue influenze, i cinque dischi che Mariani porterebbe su un'isola deserta: "Polynomial C" di Aphex Twin, "Phase Acid" di Emmanuel Top, "Arcing" di Innigo Kennedy, "Bangkok" di Mauro Picotto e "Linear Is Decoded" di Shxcxchcxsh.
Dischi capaci, a ogni ascolto, di suscitare pensieri ed emozioni sempre nuovi. Sul fronte della scena, Mariani legge nell'estate 2026 un cambio di rotta significativo: dopo anni dominati dall'hard techno e dalle sonorità rave anni Novanta, il dancefloor si orienta verso una techno più profonda e mentale, nello stile Detroit-Berlino. Cresce parallelamente il soft clubbing, fenomeno trasversale alle generazioni che tuttavia, per Mariani, non scalfisce il fascino irriducibile della notte. |